Cominciamo dal capitale: categorie e fonti di reperibilità..... La realizzazione e la conduzione di una qualsiasi impresa, necessita sia di capitali iniziali per l’avviamento, sia di capitali di gestione per il mantenimento e lo sviluppo della stessa. Premesso che nella gestione del capitale, sia in fase di avviamento che in fase di gestione , è indispensabile prevedere il capitale necessario prima di lanciarsi nella realizzazione della stessa, cosa realizzabile attraverso studi di fattibilità, pianificazioni aziendali, ricerche di mercato, proiezioni di costi e ricavi dell’azienda, possiamo suddividere il capitale in più categorie, in funzione della tipologia di impiego, oppure in funzione della fonte di finanziamento. ..... proseguiamo con le tipologie di impiego del capitale..... CAPITALE FISSO- Investimenti Il capitale fisso è il capitale richiesto per impiantare una impresa, in pratica consiste negli investimenti necessari per l’acquisizione di macchinari, tecnologie, strutture, attrezzature, impianti etc. E’ importante specificare che mentre il costo di acquisizione viene ripartito in più esercizi, il pagamento invece deve essere contestuale o comunque avvenire in poco tempo. CAPITALE CIRCOLANTE - Il capitale di esercizio o gestione Il capitale di esercizio o circolante è costituito di entrate e di uscite monetarie (vedere anche flussi di cassa ) che si sviluppano immediatamente con la nascita e lo sviluppo dell’azienda. Le voci più rilevanti rilevanti nella formazione del capitale sono : Le scorte I crediti verso clienti Le cauzioni.....e finiamo con le fonti di finanziamento CAPITALE DI CREDITO AGEVOLATO - Finanziamenti Comunita Europea, Finanziamenti Regionali, ecc... Sono attive a livello comunitario, nazionale o regionale iniziative che si propongono di facilitare la creazione di nuove imprese produttive e di sostenere quelle già esistenti. Le agevolazioni che si possono ottenere interessano le imprese di quasi tutti i settori produttivi :commercio, turismo, servizi, industria, artigianato e agricoltura. Fondamentale per accedere a finanziamenti ed agevolazioni e’ presentare agli organi competenti progetti validi e convincenti, attraverso l’ausilio di studi e ricerche nel settore in cui si intende operare e la presentazione di uno sviluppo dettagliato (business plan) del piano di fattibilità. Un altro requisito fondamentale per accedere ai finanziamenti è il punteggio in graduatoria che si raggiunge in seguito alla presentazione del progetto poiché solo i progetti migliori accederanno alla valutazione successiva. Vasto ed articolato è la metodologia con cui si applicano i parametri di punteggio, tuttavia possiamo fare riferimento ad alcune linee guida, quali ad esempio, operare all’interno delle vigenti leggi a livello comunitario; possedere i requisiti oggettivi richiesti dalla legge specifica cui si fa riferimento; categoria di produzione di beni in cui si decide di operare e lavorare; ricavo ipotizzato dall’impresa; quantitativo di personale a cui si offre lavoro; richiesta e consenso del prodotto o del servizio che si propone; impatto ambientale ; possibilità di riciclaggio del materiale di scarto; possibilità di ampliamento e sviluppo dell’impresa; precisione delle indagini di mercato relazionate e della concorrenza; dualità del piano di fattibilità (business plan) dell’iniziativa produttiva. Si consiglia pertanto in fase iniziale di pensare e progettare personalmente qualsiasi idea produttiva, ma di rivolgersi per quanto riguarda i dettagli tecnici ad esperti e professionisti del settore considerando che tra le voci di spesa finanziabili e rimborsabili rientrano anche le consulenze l’assistenza di professionisti e tecnici. Le attuali leggi che prevedono finanziamenti agevolati sono: - L. n. 44 – 28/02//86 – Legge de Vito - L. n. 215 – 25/02/92 – Legge sulla creazione e sullo sviluppo dell‘imprenditoria Femminile - Decreto legislativo n. 511/96 – Prestito d’onore L. 19/99 - Regione Piemonte L. 28/93 ; L. 67/94 - Regione Valle d’Aosta L. 3/95 - Regione Lombardia L. 32/86 ; L. 68/86 ; L. 9/91 - Provincia autonoma di Trento L. 19/83 - Provincia autonoma di Bolzano L.1/93 - Regione Friuli Venezia Giulia L. 29/96 ; L. 32/85 - Regione Liguria L.3/93 ; L. 43/94 ; L. 41/95 - Regione Emilia Romagna L. 41/95 - Regione Toscana L. 27/93 - Regione Umbria L. 12/95 - Regione Marche L. 34/95 - Regione Lazio L. 29/96 - Regione Abruzzo L. 61/94 - Regione Molise L. 6/95 ; L. 24/95 - Regione Campania L. 28/93 - Regione Basilicata L. 32/85 modificata 45/96, 61/95 e 36/96 - Regione Calabria L. 2/88 - Regione Sicilia L. 25/88 - Regione Sardegna L. 28/84 modificata 7/93 CAPITALE PROPRIO O DI SOCI Al momento della costituzione, l’impresa dovrebbe essere dotata di capitali propri adeguati alle esigenze di investimento. Tuttavia, se tale ipotesi dovesse non verificarsi l’imprenditore può fare ricorso a capitali messi a disposizione da terzi che entrano a far parte dell’impresa in qualità di soci finanziatori, in cambio di una ripartizione degli utili derivanti dall’attività dell’impresa stessa. La ricerca di Capitali Propri può essere intrapresa usufruendo di agevolazioni finanziarie proposte dalle vigenti leggi, oppure ricorrendo a istituti di credito e banche (Capitale di rischio). L’individuazione e la ricerca di soci finanziatori, invece, è in funzione della capacità di convincimento dell’imprenditore e dalla validità del progetto proposto. CAPITALE DI RISCHIO - Soc. finanziarie, Soc. di venture capital, Merchant Bank Se l’imprenditore e/o i soci non riescono a disporre di capitali sufficienti, possono ricorrere a società finanziarie, merchant bank o società di venture capital che siano disposte a partecipare ai rischi di impresa con lo scopo di realizzare un guadagno. In realtà la partecipazione di tali organizzazioni è possibile quasi sempre solo in caso di imprese con elevate prospettive di sviluppo. CAPITALE DI CREDITO ORDINARIO - Istituti di credito, banche, finanziarie Il capitale di credito ordinario è il capitale messo a disposizione da terzi in cambio di un pagamento in percentuale che viene definito Tasso di Interesse. In funzione del quantitativo di finanziamento ricevuto ed al tempo che viene messo a disposizione, il tasso di interesse varia notevolmente. Principalmente tale procedura si applica con banche, istituti di credito e finanziarie. Oltre al costo del tasso di interesse, un altro aspetto da prendere in considerazione in questa casistica riguarda le garanzie di pagamento che l’imprenditore può dimostrare all’ente che eroga il finanziamento. Possiamo classificare le garanzie richieste in : Garanzie Reali e Garanzie Personali. In caso di garanzie personali l’impegno a rispondere delle obbligazioni assunte dall’impresa, si attua con la firma di un atto legale da parte dell’imprenditore, e/o dei soci, oppure di un eventuale garante . In caso di garanzie reali, invece, esse consistono in beni dati in garanzia al finanziatore; se trattasi di beni mobili chiamasi pegno , se trattasi di beni immobili chiamasi ipoteca. Per non perdere nessuna opportunità di finanziamento agevolato clicca qui.
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