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A
B C D E F
G H I L M
N O P Q R S
T
U V Z
Accettazione: misura l'accoglimento di un annuncio pubblicitario da parte del
pubblico.
Account conflict: conflitto di interessi che si crea quando un'agenzia gestisce i
budget di due aziende concorrenti.
Account director: la figura che in un'agenzia ha la responsabilità
del servizio clienti.
Account
executive: funzionario di un'agenzia di pubblicità che ha il compito di curare i
rapporti con il cliente, di interpretarne
le esigenze e di trasmetterle correttamente all'interno dell'agenzia affinché‚ il
reparto creativo produca messaggi conformi agli obiettivi di comunicazione
voluti.
Acorn: classificazione di aree
residenziali in base alle tipologie di abitanti; è molto utilizzata nelle
ricerche sui consumatori.
Acquisizione: acquisto di un'altra società o di una licenza di fabbricazione al fine di
espandere la capacità produttiva di un'impresa.
Acquisto d'impulso: acquisto non programmato da parte del consumatore
effettuato in seguito alla
percezione di uno stimolo.
Address list: elenco di indirizzi utilizzato per le attività di direct marketing.
Advertisement: annuncio pubblicitario.
Advertiser: persona o impresa che investe in pubblicità.
Advertising
manager: il manager che in azienda gestisce la pubblicità e tiene i rapporti con
l'agenzia.
Advertising
media: i mezzi di comunicazione classici della pubblicità (stampa,
televisione,
radio, affissioni, cinema).
Affissione:
mezzo pubblicitario esterno, come manifesti, poster e cartelli in spazi esterni a loro
riservati.
After sales
service: servizio di assistenza post vendita.
Agenzia di
pubblicità: agenzia che provvede a pubblicizzare prodotti o servizi per conto dei
clienti. Fornisce di massima i seguenti servizi fondamentali: ideazione,
progettazione e realizzazione dei messaggi; pianificazione dei mezzi; prenotazione di
spazi e successivo controllo;
attività di consulenza e altri servizi legati alla comunicazione e
all'immagine del cliente e
dei suoi prodotti. La retribuzione può avvenire in due forme: prezzo fisso
prestabilito per i lavori che non prevedono l'uso di mezzi di comunicazione di
massa (per esempio cataloghi e depliant), e a
commissione per il direct marketing.
Analisi del consumatore: studia le caratteristiche del consumatore secondo diversi parametri
sociodemografici (sesso, area
di residenza, professione, reddito) e psicologici (gerarchia dei valori, stile di vita,
caratteristiche della personalità, ecc.).
Art: chi nel settore creativo di un'agenzia studia la creazione della parte visiva di un
annuncio.
Audience: gruppo di persone raggiunte da un mezzo pubblicitario in un determinato
periodo di tempo.
Below the line: forme di comunicazione diverse della
pubblicità. Le principali sono: direct
marketing, promozioni, sponsorizzazioni e pubbliche relazioni.
Benefit: vantaggio, beneficio.
E' usato sia per identificare i vantaggi da proporre al consumatore, sia per indicare i vantaggi
ottenuti od ottenibili dall'impresa mediante un'azione di marketing.
Blind
test: test in cui diversi prodotti vengono presentati in forma anonima,
cioè senza marca, ad un gruppo di potenziali consumatori che sono chiamati a
esprimere le loro preferenze. Serve a valutare la capacità del consumatore di
distinguere le caratteristiche proprie del prodotto senza essere influenzato dalla
notorietà della marca.
Body copy: la parte
scritta di un annuncio pubblicitario in cui
sono descritte le caratteristiche dell'azienda e/o del prodotto
presentato.
Bozzetto: schizzo di un annuncio pubblicitario, sul quale
compaiono, oltre le figure, gli
ingombri del testo e, in genere, l'headline. Viene chiamato anche "rough".
Brain storming: metodo decisionale consistente in sessioni intensive di dibattito
volte a stimolare proposte e a identificare la soluzione migliore. Le regole generali di una
seduta di
brain storming sono: esclusione di ogni giudizio critico; accettazione di ogni forma di
proposta;
produzione di un gran numero di idee; sintesi delle idee espresse.
Brand: marca.
Brand awamness: capacità dei
consumatori di riconoscere un marchio e di associarlo correttamente a un
prodotto, a una linea
di prodotti o a un'impresa.
Brand image: immagine di marca.
Brand
positioning: posizione e ruolo di una marca in relazione ai bisogni che intende
soddisfare.
Brand strategy: tutto ciò che concerne gli aspetti della
marca, e
dalla distribuzione al packaging e che costituisce la base del piano di marketing.
Breve periodo: concetto, che indica un lasso di tempo indefinito
ma comunque vicino al momento attuale. In economia corrisponde al tempo che trascorre prima che le imprese
possano modificare la proprietà capacità, produttiva.
Brief: documento che riassume gli obiettivi di una campagna pubblicitaria o di una
ricerca di marketing, le caratteristiche del mercato potenziale ed
eventualmente altre informazioni ritenute necessarie per definire in termini più precisi
un'iniziativa.
Brochure: breve opuscolo pubblicitario, caratterizzato spesso da una rilegatura di
prestigio.
Budget: bilancio di previsione; stima delle entrate e delle spese
relative ad un periodo di esercizio o ad un esercizio intero. In esso sono indicati anche gli
obiettivi da raggiungere. Nella comunicazione, oggi, con questo
termine si intende semplicemente l'ammontare della spesa di una campagna
pubblicitaria.
Budget flessibile: tecnica di previsione che contempla due o più
piani alternativi in relazione all'andamento di variabili difficilmente quantificabili a
priori.
Business to business: attività aziendale (in genere di
comunicazione) rivolta a un'altra impresa e non al consumatore finale.
Campagna di vendita: specifica azione di vendita condotta secondo un programma che
sviluppa uno sforzo più intenso su un prodotto, su una zona del mercato o su un segmento di
clientela.
Campione statistico: data una popolazione di unità, è una sua parte rappresentativa del
tutto.Tre sono i tipi di campione
più utilizzati: casuale, stratificato e per quote. Il campione casuale è un
campione statistico i cui elementi sono scelti in modo casuale. Il campione stratificato è invece
un campione statistico estratto suddividendo l'universo in strati,
cioè in sottogruppi omogenei quanto a caratteristiche prescelte. Il campione per quote,
infine, viene
formato fissando soltanto il numero di elementi e lasciando libero
l'intervistato ne di scegliere le persone da intervistare purché‚ esse
rispondano a determinate caratteristiche (livello di istruzione, sesso e così
via) rispetto alle
quali sono state fissate le quote.
Canale di distribuzione: sequenza di intermediari commerciali (persone o
organizzazioni) che
provvedono al passaggio dei beni dal produttore al consumatore. La sua funzione essenziale è il trasferimento di un
bene. Non
sempre gli intermediari commerciali si occupano del trasferimento fisico della
merce, a questo scopo vengono infatti utilizzati dei fornitori di servizi
specializzati come spedizionieri e trasportatori che non rientrano nel
canale distributivo ma ne sono solo uno strumento (distribuzione fisica).
Da un punto di vista economico il canale di distribuzione ha il compito di colmare i
le distanze tra impresa e mercato. Con il commercio elettronico si
possono superare soprattutto le distanze di tipo geografico.
Case
history: spiegazione di un fatto, azione, fenomeno attraverso un esempio
concreto; molto
utilizzato nei corsi di formazione, soprattutto in quelli di marketing, per
completare, anche
attraverso un dibattito tra i partecipanti, l'acquisizione di concetti
teorici.
Cielo di vita del prodotto: descrive, basandosi sull'andamento delle vendite nel tempo, il
passaggio di un prodotto attraverso
quattro stadi successivi: introduzione, sviluppo, maturità, declino che corrispondono ad
altrettante tipiche situazioni della domanda.
Claim:
promessa principale fatta al consumatore in campagna di comunicazione.
Comunicazione aziendale: nel marketing. E' l'insieme di tutti gli strumenti con cui l'azienda si
presenta nel mercato; per esempio pubblicità, promozione, pubbliche
relazioni,
packaging, sponsorizzazioni e direct marketing.
Controllo di marketing: processo tendente a verificare, attraverso il confronto
fra dati consuntivi parziali e dati di budget, che le
risorse impiegate e la loro combinazione consentano di raggiungere gli obiettivi
di mercato pianificati.
Copy: parte di testo di un
messaggio pubblicitario.
Copywriter: chi nell'agenzia ha il compito di ideare i testi
pubblicitari. Svolge la sua attività creativa in stretto collegamento con
l'art director.
Costi di marketing: costi sostenuti dall'impresa nello svolgimento della sua
azione di
marketing. Il costo complessivo di marketing è dato dagli oneri relativi
nelle seguenti attività generali: creazione e sviluppo della domanda; acquisizione degli
ordini; direzione e controllo delle attività di vendita; magazzinaggio e conservazione dei
prodotti finiti; distribuzione fisica dei prodotti finiti; finanziamento della
clientela e recupero crediti. Per quanto riguarda la tipologia del costo si rileva che
anche
gli strumenti di marketing possono essere caratterizzati dal costo fisso o da quello
variabile (oppure da un costo in prevalenza dell'uno o dell'altro tipo). Si intendono per
costi fissi quelli che sorgono indipendentemente dalle vendite generate. Ad
esempio, una volta stabilito il budget di una campagna pubblicitaria, questo rimane tale sia
che le vendite aumentino molto sia che queste aumentino poco in
seguito alla campagna stessa.
I costi variabili invece nascono in dipendenza delle vendite effettuate e
quindi sono successivi ad esse. Il differente grado di rischio insito nelle due tipologie è
perciò evidente.
Coupon: tagliando di
un annuncio pubblicitario o promozionale che il consumatore compila e spedisce per ottenere
informazioni, per fare un ordine o per ricevere in prova il prodotto. Buono
sconto o buono-acquisto che dà diritto ad ottenere una riduzione di prezzo su
un prodotto o un omaggio dietro presentazione dello stesso al
dettagliante.
Direct
mail: invio di materiale informativo, promozionale e pubblicitario o di una
proposta
di vendita fatta dall'azienda, per posta al recapito del cliente
potenziale. Da non
confondere con il direct marketing, di cui il direct mail rappresenta solo una delle diverse
leve.
Direct marketing: tecnica di marketing con la quale l'impresa si propone di ottenere una
risposta diretta da parte del cliente finale sia questa
un ordine d'acquisto, una richiesta di informazioni, una domanda di campione
di prova o di altro materiale promozionale. Non coincide necessariamente con la
cosiddetta vendita diretta, cioè la vendita che esclude ogni intermediario nella
distribuzione. L'azione di marketing diretto potrebbe, ad esempio, avere lo scopo di
indirizzare
il cliente ad un negozio indicato o di ottenere informazioni. La
caratteristica saliente del direct marketing è perciò quella di indurre il
consumatore a compiere l'azione propostagli (e ottenerne la prova) e non si
identifica come invece molti ritengono con l'utilizzo della posta. E il
solo sistema di marketing che permette la verifica quantitativa delle
risposte, cioè della
redemption, e quindi rende possibile l'effettuazione di test preliminari prima del
lancio dell'azione su ampia scala. I
mezzi più usati sono: gli annunci stampa con coupon, gli invii postali (direct mail, i
comunicati radio/televisione, il telefono, il telemarketing) che forniscono il
recapito per il contatto. Un'azione di direct marketing o di marketing
diretto, si
compone tipicamente di tre fasi principali: l'identificazione dei clienti
potenziali,
l'identificazione di un messaggio che si avvale di criteri creativi suoi
propri, la scelta dei mezzi di contatto più opportuni.
Display: contenitore, spesso recante un testo
pubblicitario, usato per l'esposizione della merce
nelle vetrine o all'interno dei negozi al dettaglio. In genere i contenitori derivano dalla
scomposizione in elementi singoli della confezione utilizzata per il trasporto della merce dal fornitore
al dettagliante. Riferito anche a una particolare disposizione della merce su un banco di
esposizione.
Dry test: test tipico del direct marketing. E' la proposta di vendita fatta al cliente potenziale
senza avere ancora realizzato il bene reclamizzato. Il test consente di scegliere il messaggio
più efficace e di ottimizzare le dimensioni della campagna di mailing prima di correre i rischi insiti
nella produzione del prodotto.
Follow
up: seguito di una campagna pubblicitaria che mette in evidenza nuovi aspetti della
comunicazione rafforzandola. Può essere usato per qualsiasi azione di marketing che ne
rafforza una precedente.
Franchising: formula distributiva in cui il titolare di un marchio,
ne concede lo sfruttamento a un dettagliante all'intemo di un contratto. In
particolare l'azienda cede, in cambio del pagamento di un compenso (di norma
definito come percentuale sul fatturato), il proprio marchio, i prodotti e
più in generale il proprio know how commerciale. Di norma il dettagliante non può
inserire nel proprio assortimento prodotti di altre ditte se non dietro autorizzazione scritta
del partner contro il pagamento di un compenso.
Headline: In un annuncio pubblicitario è la parte del testo che apre il messaggio e che
viene messa in
risalto, usando tra l'altro caratteri di stampa più grandi (e di solito in
maiuscolo) per attirare l'attenzione. Solitamente sintetizza il tema della
comunicazione o della campagna. Questo termine viene ora utilizzato al posto di
slogan, parola non amata dai pubblicitari.
Immagine: sintesi delle opinioni che il pubblico ha di
un'impresa
e lo dei suoi prodotti. Deriva da un processo di sedimentazione delle relazioni fra pubblico e
impresa. Molti sono i fattori che intervengono nell'affermare l'immagine: la qualità
dei prodotti/servizi, la pubblicità, la tipologia distributiva, il giudizio
espresso dagli opinion leader, l'informazione dei mass-media e altri ancora. L'immagine ha
significativi effetti sul comportamento del consumatore ed
è caratterizzata da una certa inerzia al cambiamento per cui, se un'impresa
riesce ad ottenere una buona immagine, ha acquisito un patrimonio di credibilità
duraturo nel tempo. Con il termine corporate image ci si riferisce all'impresa o al
gruppo industriale, con brand image si identifica invece l'immagine della
marca.
Indagine: esplorazione di un aggregato di persone, che avviene mediante tecniche
statistiche di tipo campionario. Se oggetto dell'esplorazione è un mercato, si
parla di ricerca di mercato; se viceversa si esplora l'opinione della gente su
fonti di rilevanza politica o morale, si ha la ricerca di opinione pubblica o sondaggio
d'opinione.
Indagini
demoscopiche: ricerche statistiche volte ad accertare
opinioni, atteggiamenti e caratteristiche di una determinata popolazione. Vengono
normalmente eseguite su un campione. Può consistere nella sola ricerca di dati o
rilevazione di comportamenti (desk work), oppure, più frequentemente, implica
un'intervista o la compilazione di un questionario da parte dei componenti il
campione.
Indagini
motivazionali: tipo di indagine qualitativa realizzata
applicando metodologie proprie della psicologia e della sociologia che
servano a mettere in luce le motivazioni consce e inconsce dei consumatori.
Indagini qualitative: studiano il
comportamento individuale del consumatore cercando
di scoprire quali forze spingono l'individuo a sviluppare un determinato
atteggiamento verso l'azienda, il prodotto, la comunicazione pubblicitaria e così via.
Indagini quantitative: forniscono la dimensione di un fenomeno. A differenza delle indagini qualitative
che cercano di
spiegare il perchè‚ di determinati comportamenti, le quantitative indicano
quante persone adottano un certo comportamento.
Layout: disposizione appropriata degli elementi che compongo
no un annuncio pubblicitario: figure, headline, body copy. Consente di visualizzare il
messaggio prima di passare all'esecutivo. Indica anche la disposizione degli scaffali in un
punto vendita.
Mailing: Invio per corrispondenza al recapito del cliente
potenziale di una proposta di vendita o di materiale promozionale. Gli elementi di un
mailing sono: la busta, il depliant illustrativo, la lettera che descrive il
prodotto e invita il lettore a fare l'ordine e, infine, la cartolina d'ordine.
Mailing list: elenco di nominativi di persone fisiche o società cui recapitare per posta
materiale promozionale o una proposta di vendita.
Mailing shot: singola azione di invii in una campagna di vendite
per corrispondenza.
Marca: nome, disegno, segno grafico che identifica un prodotto o una linea di prodotti o
un'impresa. Per il marketing la marca è un mezzo di differenziazione del
prodotto avente lo scopo di simboleggiare in modo sintetico e continuativo l'immagine
del prodotto presso il consumatore e i clienti. La marca costituisce il presupposto per una politica di
differenziazione per le sue capacità di evocare univocamente le qualità
reali del prodotto e i valori psicologici a esso assegnati dal consumatore. Nel caso
di marche con notorietà universale e permanente, le cosiddette grandi marche, questa
capacità di sintesi diventa un valore autonomo che va al di là del prodotto e dell'impresa.
Marchio: quella parte della marca che è riconoscibile ma non è pronunciabile, come un
simbolo, un disegno, un colore o un tipo di iscrizione caratteristici.
Mark-up: margine che viene
sommato ai costi di produzione per determinare un prezzo di vendita che consenta la realizzazione di un
profitto. Viene espresso come percentuale sul costo.
Markdown: ribasso del prezzo.
Market: mercato
o insieme delle persone e degli operatori economici interessati a un prodotto o servizio o
risorsa e che dispongono di un reddito sufficiente per acquistarlo.
Market oriented: si dice di un'azienda che nella sua strategia dà la priorità alle esigenze del
mercato; cioè opera in funzione delle caratteristiche dei consumatori e dei
vincoli che devono essere superati per soddisfarli.
Marketing: identificazione dei bisogni e della loro possibile soddisfazione con merci o servizi
adeguati. In realtà, gli esperti non sono concordi sulla definizione di marketing: secondo alcuni
è tutto ciò che non è amministrazione o produzione. Per altri poi il marketing
è genericamente tutto ciò che concorre a portare l'azienda sul mercato.
Marketing dei
servizi: attività di marketing fatta dalle imprese del settore terziario.
Il marketing dei servizi si riferisce a un settore produttivo che ha raggiunto primaria
importanza nelle economie avanzate e che è caratterizzato da peculiarità
specifiche che ne giustificano una trattazione autonoma.
Marketing differenziato: preso atto che il mercato è un insieme non omogeneo
di bisogni ed esigenze nei confronti di un prodotto, l'azienda lo segmenta, sceglie
i segmenti cui rivolgersi e infine mette a punto una serie di marketing mix
differenti per ciascuno di essi. Il il contrario di marketing indifferenziato.
Marketing
indifferenziato: strategia che si basa nel presupposto che il mercato cui l'azienda si rivolge sia omogeneo e quindi non
segmentato.
Marketing
mix: combinazione dei fattori di marketing dell'impresa. Riguarda tipicamente le
decisioni relative al prodotto, al prezzo, alla pubblicità, alla promozione, ai canali di distribuzione e alla rete di vendita.
L'ottimizzazione del marketing mix è il miglior uso combinato nella gestione e nella destinazione delle
risorse tra i fattori descritti.
Media: mezzi di comunicazione pubblicitaria: televisione, radio, stampa, cinema e
affissioni. Il reparto media di un'agenzia
pubblicitaria si occupa della pianificazione, della prenotazione e
del controllo degli spazi per i messaggi nei vari mezzi. Nelle agenzie maggiori si distingue il
media planner come responsabile della pianificazione dal media buyer,
cioè colui che tiene i contatti con i concessionari di pubblicità ed eventualmente con le
case editrici.
Menabò: modello dell'impaginazione di una pubblicazione stampata. ln un fascicolo
esattamente dello stesso formato e dello stesso numero di pagine del prodotto
finito nel quale sono segnate, pagina per pagina, tutte le indicazioni per
l'impaginazione con i relativi ingombri dei testi e delle illustrazioni.
Mercato: aggregato di individui
e di altri operatori economici interessati a un prodotto, o servizio o risorsa, e che hanno un
reddito adeguato all'acquisto dello stesso. Il concetto di mercato implica
che le contrattazioni che vi avvengono si influenzino a vicenda in modo da determinare l'equilibrio tra la domanda e
l'offerta. Si definisce mercato al rialzo la situazione in cui i compratori sono pronti ad acquistare quantità
maggiori di quelle che i venditori sono in grado di offrire; poiché‚
ciò dà loro un maggior potere contrattuale, questa situazione viene
definita anche mercato dei venditori.
Mercato captive: terreno di caccia esclusivo di un'azienda. Nel caso, ad esempio, di un grande
gruppo industriale è mercato captive quello rappresentato dalle altre società
del gruppo nei
confronti delle quali l'azienda in questione ha una posizione di fomitore privilegiato.
Mercato depresso: mercato in cui vi sono più beni che consumatori.
Merchandise: merce, prodotti.
Merchandiser: persona od organizzazione che predispone l'esposizione e la promozione dei
prodotti.
Merchandising: complesso di attività che hanno lo scopo di promuovere le vendite una volta che
la merce abbia raggiunto il punto di vendita stesso; per esempio confezione,
esposizione, sconti, offerte speciali, distribuzione di materiale promozionale.
Tale attività può essere svolta dal fornitore, dal venditore o da entrambi.
Newsletter: pubblicazione, in genere di poche pagine, che riporta notizie scritte in
modo sintetico. Ha per oggetto settori specifici e viene distribuita normalmente
su abbonamento o allegata a giornali.
Operazione a
premi: azione promozionale che prevede la consegna di premi a tutti coloro che
compiono una certa azione; di solito comprare un prodotto o una certa quantità
di prodotti. La legge non consente operazioni a premi per alcuni beni di
prima necessità, medicinali e tabacco.
Packaging: confezione o studio della confezione. Elemento di estrema importanza per
la differenziazione e la personalizzazione del prodotto oltre che per la
sua distribuzione fisica e la sua esposizione nei punti vendita. Il packaging consente
una politica di marca, è indispensabile veicolo per la fornitura di alcuni
servizi impliciti al consumatore quali l'informazione sul prodotto e una migliore
possibilità di conservazione. Il suo ruolo è andato aumentando con la
diffusione
del self- service perché‚ è uno strumento per comunicare stimoli al consumatore proprio sul
punto di vendita e quindi la percezione dello stimolo può provocare immediatamente
l'acquisto. Confezione: elemento di estrema importanza per la
differenziazione e la personalizzazione del prodotto oltre che per la sua distribuzione fisica
e la sua esposizione nei punti vendita. Il packaging consente una politica
di marca, è indispensabile veicolo per la fornitura di alcuni servizi impliciti al
consumatore quali l'informazione sul prodotto e una migliore possibilità di
conservazione. Il suo ruolo è andato aumentando con la diffusione del self
service perchè uno strumento per comunicare stimoli al consumatore proprio sul
punto di vendita e quindi la percezione dello stimolo può provocare immediatamente
l'acquisto.
Panel: è
una indagine quantitativa di carattere periodico, che esplora famiglie o negozi. Il
panel famiglie si fonda di solito sui diari che le massaie aderenti compilano, e
spediscono all'istituto con frequenza settimanale.
Pay-off: frase
conclusiva di un annuncio pubblicitario. Spesso è posta dopo la marea per
qualificare e rafforzare la comunicazione. Si presta a essere l'elemento
di continuità di campagne pubblicitarie diverse.
Pianificazione di marketing: processo normalizzato che si concretizza in piani atti
al raggiungimento di determinati obiettivi di mercato. In particolare con
pianificazione di marketing si intende quella parte della pianificazione aziendale
che si riferisce direttamente al rapporto impresa/mercato. Tuttavia è assai
difficile trovare un confine fra la pianificazione di marketing e la
pianificazione aziendale essendo le due intimamente compenetrate sicché
ogni definizione è comunque una forzatura.
Public Relation: relazioni pubbliche, ovvero attività di comunicazione dell'impresa, attuata di
solito con l'ausilio di professionisti specializzati, tendente, attraverso
contatti con persone di una qualche influenza, a ottenere un ambiente positivamente
predisposto all'impresa e ai suoi prodotti.
Gli obiettivi più comuni delle PR sono l'ottenimento di articoli redazionali e di citazioni nei mass
media, la partecipazione dell'impresa a iniziative importanti, gli incontri con opinion leader
e con i rappresentanti delle istituzioni nonché‚ tutte le forme di cortesia tendenti ad attribuire
all'impresa connotati di gradevolezza e correttezza.
Promozione vendite: insieme di attività che, utilizzando tecniche
proprie, conferiscono un valore addizionale e provvisorio al prodotto o servizio per facilitarne la
vendita e/o stimolarne l'acquisto. Il considerare la promozione vendite
come uno strumento di marketing di pari dignità degli altri è cosa relativamente recente e
ancora vi è una certa confusione tra gli operatori aziendali riguardo alle sue
possibilità, ai suoi limiti e soprattutto alle caratteristiche professionali richieste per
sviluppare concretizzare azioni efficaci e in sintonia con le strategie complessive
di approccio al mercato. Il numero elevato di tecniche utilizzabili e la
loro notevole differenziazione non ha consentito finora di accentrare in
un unico fornitore, come ad esempio è avvenuto in pubblicità, tutte le
attività connesse con la promozione vendite. Le agenzie di sales promotion sono poche esolo da pochi anni si sono
date un'associazione l'Asp.
Pull: letteralmente
significa tirare. Nel marketing identifica una precisa strategia dell'azienda volta ad
attirare sempre più consumatori sul punto di vendita. La pubblicità
è la leva principale di tale strategia. Il il contrario di push.
Push: letteralmente significa spingere. Nel marketing, in particolare, identifica
una precisa strategia dell'azienda volta a spingere il proprio prodotto attraverso i
canali distributivi. La forza vendita è la leva principale utilizzata per
attuare questo tipo di azione. E' il contrario di una strategia cosiddetta
di pull.
Rete di vendita: struttura organizzativa aziendale formata dal
personale preposto al contatto diretto con la clientela attuale e potenziale.
E' particolarmente importante per le aziende che si basano su una politica push,
ovvero per quelli di piccole e medie dimensioni.In genere la rete di vendita
è formata da venditori che rispondono gerarchicamente a responsabili di area e questi a loro volta
al direttore vendite. Tale struttura ha i compiti fondamentali di: ottenere gli ordini,
cioè di concretizzare il sell in, fornire servizio e assistenza ai clienti e
favorire quindi il sell out e raccogliere informazioni dal mercato e trasmetterle
alla direzione aziendale. In alcuni casi, come ad esempio nella tentata vendita, i venditori
hanno anche il compito di consegnare la merce al momento dell'ordine; ciò avviene per i beni ad
acquisto ripetuto a basso ordine medio. I responsabili (chiamati ispettori o
capi area) hanno ovviamente compiti di indirizzo, di controllo, di prospezione, di
attuazione sul campo delle politiche aziendali. Mentre i responsabili a
vario livello della rete di vendita sono quasi sempre dipendenti diretti dell'azienda non
sempre ciò accade anche per il personale di vendita sul campo. Si distinguono infatti reti di
vendita dirette, composte da venditori dipendenti e reti di vendita indirette formate
da persone od organizzazioni autonome che agiscono sul mercato in favore
dell'azienda.
Ricerche di marketing: la sistematica raccolta,
registrazione e analisi dei dati concernenti il marketing dei beni e
servizi. Con le ricerche di marketing l'impresa cerca di aumentare la
conoscenza dell'ambiente esterno e della propria attività al fine di
ridurre il rischio nelle proprie scelte e di ottimizzare le proprie
risorse. Possono essere ricerche di marketing "interne" se hanno fini di
ottimizzazione dell'uso degli strumenti del marketing mix e di
controllo; sono ricerche "esterne" se possono essere raggruppate in due
grandi tipologie: qualitative e quantitative. Le indagini qualitative,
studiano il comportamento individuale del consumatore cercando di
scoprire quali forze agiscono a sviluppare un determinato atteggiamento
verso il Prodotto o verso una comunicazione pubblicitaria. Il
comportamento del consumatore è fortemente influenzato da spinte
psicologiche: le ricerche motivazionali vengono realizzate con
l'applicazione delle metodologie proprie della psicologia e della
sociologia e servono a mettere in luce le motivazioni consce e inconsce.
Vengono condotte principalmente per conoscere l'atteggiamento verso un
prodotto, una marca o l'impresa. Un altro vasto campo di applicazione è
la pubblicità per verificare l'efficacia del messaggio mediante i copy
test. Le ricerche motivazionali sono utilizzate anche per saggiare il
grado di accettazione di un nuovo prodotto da parte del pubblico oppure
per analizzare le sue reazioni a nuove confezioni.
Ricerche
quantitative: sono utilizzate principalmente per stimare il potenziale
mercato, l'entità dei vari segmenti, le quote di mercato. Esse inoltre
sono di notevole importanza in pubblicità per la stima dell'audience dei
mezzi di comunicazione e per la
sua segmentazione. La statistica fornisce diverse tecniche di campionamento. Il
campione probabilistico o casuale è formato da unità dell'universo che
hanno tutte la medesima probabilità di entrarvi; il campione così estratto ha la
proprietà di
permettere, entro ben definiti campi di errore, l'estensione dei risultati ottenuti
dalla sua analisi all'intero universo da cui è stato estratto. In pratica la possibilità
di ottenere un campione casuale è molto ridotta sia per la difficoltà tecnica di dare a ogni
elemento la stessa possibilità di entrarvi sia per i probabili altissimi
costi della conduzione della ricerca.
Target group: gruppo di individui ai quali è diretta un'azione di marketing,
in particolare una comunicazione pubblicitaria.
Target market: segmento di mercato o insieme di consumatori cui l'azienda si rivolge.
Target marketing: espressione utilizzata per indicare le azioni di selezione e segmentazione del mercato.
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